Il Progetto Lauree Scientifiche fu istituito nel 2004 dal MIUR, su proposta della Conferenza nazionale dei Presidi delle Facoltà di scienze e Tecnologie (Con.Scienze), e con l’appoggio di Confindustria, per contrastare la drammatica diminuzione di vocazioni in ambito scientifico registrato negli anni ’90. Inizialmente il PLS coinvolse soltanto le scienze di base (Chimica, Fisica e Matematica) e fu successivamente esteso alle Scienze dei Materiali e alla Statistica. Gli obiettivi prioritari erano costituiti dalle attività di orientamento degli studenti e di formazione in servizio degli insegnanti.
Le nuove Linee guida PLS, sottoscritte il 29 aprile 2010 dal Capo Dipartimento per l’Istruzione e dal Capo Dipartimento per l’Università e diramate con nota prot. n. 0003793 del 31 maggio 2010 hanno trasformato il Progetto in Piano Nazionale Lauree Scientifiche in forza della necessità di sistematizzare l’impianto culturale e metodologico sperimentato con successo.
Come si legge sul sito del MIM
Il Piano “Lauree Scientifiche” ha conseguito negli anni risultati significativi e sorprendenti, tra i quali vanno segnalati, in particolare, sul versante università, l’incremento del numero degli immatricolati e dei laureati ai corsi di laurea di matematica, fisica e chimica, scienza dei materiali e, sul piano organizzativo e metodologico, il modello di collaborazione instauratosi tra docenti dell’università, docenti di scuola secondaria di 2° grado e studenti, finalizzato a realizzare azioni congiunte di orientamento degli studenti nel passaggio dalla scuola secondaria superiore all’università e poi al mondo del lavoro.
I principi fondamentali alla base dei progetti di orientamento studenti e formazione degli insegnanti del PLS sono stati:
puntare su un’ idea di orientamento come coinvolgimento attivo degli studenti in attività significative, che portino ad un confronto serrato fra teoria ed esperimento, fra pensiero e mondo, che consentano di conoscere se stessi in rapporto alle discipline;
puntare sugli insegnanti e gli istituti scolastici come i soggetti prioritari dell’azione di orientamento;
puntare su di un’idea di formazione degli insegnanti in servizio che parte dai problemi concreti e si sviluppa attraverso la progettazione, l’azione, la riflessione critica e il confronto con colleghi ed esperti, nonché successivamente anche attraverso specifici corsi di formazione.
Gli obiettivi che perseguono i progetti di orientamento del PLS sono l’orientamento degli studenti, la formazione degli insegnanti, la costruzione di una rete di relazioni fra persone e fra soggetti istituzionali, la costruzione di un sapere specifico diffuso.
Con il DM 976 “Fondo Giovani” del 29 dicembre 2014 e con il DM 1049 del 29 dicembre 2017 il MIUR ha promosso nuove edizioni del PLS, rispettivamente per il triennio 2015-2018 e per il 2019, rafforzando il ruolo di raccordo del PLS tra l’ultimo anno delle Scuole secondarie superiori e il primo anno dell’Università. In queste due edizioni del PLS, accanto alle tradizionali attività di orientamento degli studenti e di formazione degli insegnanti mediante attività di laboratorio co-progettate, l’azione del Piano è stata estesa a coprire l’intero “percorso” di uno studente delle superiori che voglia affrontare con successo studi universitari in ambito scientifico. Sono state infatti inserite le tipologie di azioni riguardanti l’attività di autovalutazione e recupero degli studenti della Scuola secondaria superiore, l’elaborazione di strumenti e metodologie innovative, la formazione e il supporto alle attività dei tutor per la riduzione degli abbandoni universitari e il miglioramento delle carriere degli studenti universitari.
Dal 2015 il PLS è stato esteso includendo, oltre a Chimica, Fisica, Matematica, Scienze dei Materiali e Statistica, anche Biologia, Biotecnologie, Geologia. Dal 2018, PLS include anche Informatica e Scienze naturali e Ambientali. Inoltre il MIUR ha esteso alle discipline tecniche e umanistiche la metodologia di intervento PLS prevista per le attività di orientamento e tutorato, mediante il varo dei Piani di Orientamento e Tutorato con i quali il PLS collabora sia per la realizzazione di interventi di sistema, sia per la realizzazione delle attività di sede.
Con il DM n. 989 del 25/10/2019 i piani PLS e POT (estesi a tutte le classi di laurea) rientrano all’interno delle Linee Generali di indirizzo della programmazione delle Università 2019-2021. Questo fatto assume una rilevanza particolare, in quanto permette di garantire la continuità dei finanziamenti a entrambi i Piani, fornendo quindi stabilità alle loro progettualità e fornendo i presupposti per mantenere un rapporto continuativo con il mondo della Scuola; in questo modo, inoltre, il PLS assume un ruolo strutturale nelle politiche degli Atenei per l’orientamento, la didattica e il supporto alla transizione Scuola-Università.
L'insorgere dell’emergenza sanitaria rimanda l'attuazione di tale proposito, che viene poi confermato con il DM n.289 del 14/05/2021 Linee generali di indirizzo della programmazione delle Università 2021/2023 e indicatori per la valutazione periodica dei risultati, al quale segue la nota del 6 aprile 2023, n. 4485, che definisce le indicazioni operative per la presentazione e l’attuazione del Piano Lauree Scientifiche e del Piano Orientamento e Tutorato.
Le nuove linee guida confermano l’impostazione tradizionale del PLS, che colloca l’orientamento all’interno di un sistema più ampio e integrato, comprendente anche la valutazione e l’autovalutazione degli apprendimenti, il contrasto agli abbandoni e la formazione professionale dei docenti. Al centro di questo approccio resta la pratica laboratoriale, intesa come metodologia di insegnamento-apprendimento che riconosce allo studente un ruolo attivo e responsabile nel proprio percorso formativo.
Per una storia del PLS fino al 2020 si rimanda all’articolo: